C'era una volta un piccolo hobbit, che per avventura trovò un anello. La storia la conosciamo tutti: come lo vinse al gioco con una figura strana, e come poi lo lasciò a suo nipote. Il quale nipote, poi, guidato da un grigio stregone, dopo lunghe peripezie riuscì a gettarlo nella voragine di fuoco del Monte Fato. Perché, lo sai bene, quel tale anello aveva sulle menti dei mortali un potere fortissimo, poteva soggiogarle e renderle schiave, ed il Nero Signore di Mordor lo voleva a tutti i costi ritrovare e possedere nuovamente, per accrescere enormemente il suo potere.
Questa storia non posso certo sperare di venderla per mia, il tizio che per primo ha avuto l'idea è diventato un po' troppo famoso per sperare di fargliela in barba. Ma, ripensando con attenzione ad una serie di ultimi accadimenti che ci son capitati, proprio a me e a te, mi è saltato in mente che, forse, il signor Tolkien ci ha gabbati tutti quanti.
L'oscuro potere che rende schiavi gli uomini non se ne è andato dal mondo. L'anello, che con la sua magia soggioga le menti, è ancora tra noi, ne sono certo. Ancora i principi degli uomini si fanno corrompere dalla bramosia del potere, e finiscono per esserne schiavi. Ancora le genti si assembrano per combattersi, chi da un lato e chi dall'altro, per raggiungere quella briciola di glora cui agognano, e annichiliscono le loro menti in questo futile gioco al massacro.
Dunque, le fiamme di Monte Fato non possono aver divorato quel malefico gingillo, e c'è qualcuno che tuttora lo governa e lo utilizza a suo piacimento, a nostro discapito. Frodo ha fallito.
L'anello, secondo me, ce l'ha Berlusconi.
Ora: aiutami a diffondere questa malandrina teoria, per favore. Lo vedi quel bannerino nero che è spuntato, là in alto a sinistra? Ebbene, puoi farlo tuo. Copiaincolla il codicillo, per favore, e lasciami un commento. Quando arriveremo ad essere in nove, sfideremo di nuovo la tirannia delle tenebre, e cercheremo di portare a compimento l'opera che l'hobbit non riuscì a terminare.
la fantasia obliqua che dà vita al vecchio Zambo e ad un po' di altri monstra abita in una mente che, in realtà , così vecchia non è.
il suo fortunato proprietario è malauguratamente diventato ingegnere, e nonostante le avversità ci si è pure divertito.
ora si occupa di musica e letteratura e giocoleria, comincia ad intagliare flauti di canna, e a tempo perso collauda macchine da gelato: per lo più in esilio oltreoceano, ma quello è comunque il piano b. intanto si droga di senape: così, tanto per ingannare l'attesa. e, dannazione, ha ricominciato a lanciare i pinguini.
questo significa che se vuoi prendere, in tutto o in parte, qualcosa da questo blog, puoi farlo.
prima però sarebbe gentile chiedermi il permesso, e poi specificare sul tuo lavoro che la tal parte è opera mia.
e alla fine sarebbe carino lasciare anche un commento, no?
per chiarezza: tutte e facezie che racconto sono frutto della mia sola fantasia, a parte dove è detto a chiare lettere. quindi non hanno e non vogliono avere acun collegamento con la realtà di fatti che possono essere o meno successi.
Zerbino
benvenuto dalle mie parti, chiunque tu sia.
comportati a modino, per cortesia. se vuoi una birra, la trovi nel frigo: dopo richiudilo, mi raccomando. ah: lascia un biglietto, se per caso preni la penultima... non vorrei avanzar senza, sai com'è.
io non sono un attivista nella caccia all'utente anonimo: ciò non toglie che mi faccia molto, molto piacere conoscere almeno il nome di chi ha l'avventura di finire in questi paraggi. sono dettagli, lo so, ma è nei dettagli che si vincono le battaglie.